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Post n.1

Giuseppe Botta ha scritto il 10 Gennaio 2009 alle 8.10
Cosa ne pensate del risparmio della vena epigastrica nel corso della crossectomia interna? E' veramente utile,
vantaggiosa, efficace, priva di eventuali rischi o future complicanze trombotiche?
Post n.2

Maurizio Marchetti ha scritto il 27 Gennaio 2009 alle 12.08
In primis: Giuseppe sei un grande, hai avuto una idea eccezionale.
Utile e vantaggiosa probabilmente si, dal momento che almeno il 90% delle recidive proviene proprio
dalla epigastrica. Priva di rischi pure, stando almeno a quanto avviene nella ablazione endovasale laser o
RF; sulla efficacia penso che potremo rispondere fra qualche anno, se avremo a disposizione casistica
sufficiente e sufficientemente controllata (cosa come sai particolarmente difficile). Un abbraccio
Post n.3
Giampiero Peruzzi ha scritto il 28 Gennaio 2009 alle 12.58
Non ho mai condiviso l'idea di conservare la vena epigastrica superficiale nella crossectomia. Quando
questa è indicata! E credo che questo sia il punto! A leggere la bibliografia, anche la più recente, si
rileva che proprio una crossectomia incompleta è la prima causa di recidiva varicosa dopo stripping. La
casitica esiste già, sui risultati a distanza di una conservazione dell'epigastrica concordo sulla
difficoltà di avere casistiche veramente controllate nel futuro. Un caro saluto
Post n.4
Giuseppe Botta ha scritto il 28 Gennaio 2009 alle 12.59
Caro Maurizio, io e il mio gruppo di lavoro a Siena stiamo proprio comportandoci nel senso da Te
auspicato, cioè stiamo operando molti pazienti di crossectomia con o senza stripping della safena,
ovviamente risparmiando la vena epigastrica, e poi li stiamo controllando con l'ecocolordoppler a scadenze prefissate.
Per ora i primi risultati clinici e strumentali a 2 anni sono ottimi, nel senso che non abbiamo ancora incontrato nel
follow up pazienti con recidiva varicosa a partenza dall'epigastrica. E' sottinteso che non abbiamo avuto alcun episodio di trombosi profonda a carico della giunzione SF e/o della vena femorale, ma questo, come ben sai ed hai già scritto, era già a nostra conoscenza dopo le esperienze con le procedure endovasali di obliterazione del tronco safenico.
Post n.5
Giuseppe Botta ha scritto il 28 Gennaio 2009 alle 13.11
Caro Giampiero, concordo pienamente con Te nel fatto che la crossectomia incompleta è la prima causa
di recidiva varicosa all'inguine. Ma in letteratura, quando si parla di crossectomia incompleta, ci si
riferisce di solito al moncone safenico lasciato lungo, cioè non legato a raso della vena femorale.
Ovviamente risparmiare la vena epigastrica nel corso della crossectomia significa ancora lasciare un
monconcino di giunzione SF o meglio di tronco safenico più o meno lungo. Ma non dimentichiamoci che
l'epigastrica porta sangue in favore di gravità, sangue che serve a lavare quel monconcino, evitando così
la trombosi, in un instancabile movimento di va e vieni e forse forse evita quella superdilatazione dei
vasellini giunzionali (leggi cavernoma), che riescono tranquillamente a drenare nella femorale attraverso
l'ostio parzialmente aperto. Ciao.
Post n.6
Giuseppe Botta ha scritto il 28 Gennaio 2009 alle 13.24
Forza, giovani chirurghi flebologi, intervenite intervenite nel dibattito! Fate sentire a noi meno giovani
l'entusiasmo delle vostre idee, la forza del vostro pensiero, che può anche essere in disaccordo con il
nostro pensiero. La medicina, e quindi la "Flebologia", non è una scienza esatta, dove 2+2 fa 4 e 4+4 fa
8. Le vene o meglio il sistema venoso nel suo complesso è quanto mai variabile, difficilmente troviamo un
paziente o una paziente uguale all'altra, chi opera in regione inguinocrurale sa bene quanto variabile
è l'anatomia, quella fine o microanatomia, e quante opzioni terapeutiche possiamo pensare di mettere in
atto. Dunque, non abbiate timore ad esprimere le vostre idee in proposito! Questo Forum vuole essere
per tutti noi una palestra di discussione, di dibattito, di dialogo perché no anche acceso, purché sia
entusiasmante e scientificamente corretto.
Aspetto con grande serenità che pubblichiate le Vostre risposte.
Post n.7
Giuseppe Botta ha scritto il 28 Gennaio 2009 alle 13.30
Per i più giovani la domanda è sempre la stessa: "se vi capiterà" un giorno di operare un vostro paziente
di crossectomia interna, pensate di risparmiare la vena epigastrica o siete come Homans (1916) fautori
della crossectomia radicale con legatura e sezione di tutte le collaterali di crosse?
Forza con le risposte!!
Post n.8

Maurizio Marchetti ha scritto il 30 Gennaio 2009 alle 10.40
Caro Giuseppe, mi permetti un pensierino della sera? allora ,ho recentemente letto un appassionato
dibattito su altra sede di incontro telematico sulla opportunità di riservare l'intervento endovascolare
laser o rf solo ai casi in cui sia mantenuta la competenza della valvola ostiale perché questa
proteggerebbe dal rischio di estensione del trombo in femorale. Due domandine facili facili: 1) perché
mai una valvola ostiale, ancorché competente, che rimane beante per i 3/4 del tempo dovrebbe essere uno
schermo avverso l'estensione del trombo? 2) perché mai dovremmo demolire un intero tronco safenico se
l'ostio funziona, quando è ormai prassi emodinamicamente accettata che si può fare una chiva 2 (questo a
proposito dell'eccesso di interventismo di cui spesso si parla)? credo che sia un argomento che merita
una seria discussione.
Ti abbraccio
Post n.9

Giuseppe Botta ha scritto il 30 Gennaio 2009 alle 1.08
Caro Maurizio, che io sappia, la competenza della valvola terminale con l'incompetenza della valvola
preterminale sarebbe l'indicazione ideale alle procedure endovascolari, perché si correggerebbe il
reflusso tronculare con l'ablazione termica della safena e nello stesso tempo si eviterebbe l'eventuale e
possibile recidiva varicosa da reflusso ostiale....... perché questo manca, essendo la valvola
competente. Al contrario l'evidenziazione ultrasonografica di una valvola terminale incompetente
giustificherebbe la crossectomia, che può essere poi associata a qualsiasi altra procedura endovascolare
(laser, RF, scleromousse, ecc.) in grado di eliminare il reflusso tronculare. Ma non tutti sono d'accordo sulla
crossectomia, che rimane comunque un gesto chirurgico, che può essere ovviamente eseguito solo da
flebochirurghi, e non certo dagli angiologi o dai dermatologi o dai radiologi interventisti. Come vedi,
ciascuno in base alle proprie esperienze e competenze....... tira l'acqua al suo mulino. Ti ricambio a
questa ora della sera ormai avanzata un pensiero di stima ed affetto.
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