AIFI

FORUM  su  Io  cosa  farei?
discusso in originale nella sezione del Gruppo "I Flebologi Italiani"
presente nel sito web "https://www.facebook.com/groups/flebologitaliani"

Post n. 1

Giuseppe Botta ha scritto il 5 febbraio 2010 alle ore 14,31
Stefano Ermini ha pubblicato su youtube al link "http://www.youtube.com/watch?v=Zp26mJSKip8" un video di diagnostica vascolare non invasiva della durata di 5 minuti e mezzo e ha chiesto il mio e il vostro parere su cosa faremo noi. Non mi sembra il vero di iniziare una nuova discussione, che mi auguro accesa e spumeggiante come la precedente, non di commento al video, che è splendido per immagini e contenuto, ma sulla seguente domanda: "Io cosa farei in tale situazione?". Grazie tantissimo, Stefano, per il tuo impegno nella Formazione anche eidologica in Flebologia.
 
Post n. 2

Giuseppe Botta ha scritto il 5 febbraio 2010 alle ore 14,33
Commento stringatissimo e oltremodo sintetico: "Mi guarderei bene dal toccare quella safena".
 
Post n. 3

Guido Arpaia ha scritto il il 5 febbraio 2010 alle ore 19,40
Da non chirurgo mi chiedo e penso: se ci sono varici pelviche, non è lì che si deve andare a parare? Ciao a tutti
 
Post n. 4

Giampiero Peruzzi ha scritto il 5 febbraio 2010 alle ore 21,09
E' indubbiamente necessario lo studio ecografico delle vene pelviche e dei loro flussi prima di ogni altra decisione di terapia. Con studio anteriore sovrapubico e con sonda transvaginale per documentare con sicurezza il tipo di reflusso o, se volete, di shunt. Con studio, ovviamente, della situazione anatomica ed anatomopatologica pelvica! un caro saluto a tutti
 
Post n. 5

Ermini Stefano ha scritto il 6 febbraio 2010 alle ore 22,32
Sì e poi che si fa un intervento endovascolare sulle vene pelviche per una varice di gamba? Lo studio della regione pelvica con sonda sovrapubica o transvaginale si fa a paziente distesa, a che serve? Conosci il lavoro di Claude ed il canale di Alcok? Un abbraccio a tutti e grazie a Giuseppe che ci permette queste chiacchere.
 
Post n. 6

Giuseppe Botta ha scritto il 28 febbraio 2010 alle ore 13,30
Per i più giovani la domanda è sempre la stessa: "Se vi capiterà un giorno di operare un vostro paziente di crossectomia interna, pensate di risparmiare la vena epigastrica o siete come Homans (1916) fautori della crossectomia radicale con legatura e sezione di tutte le collaterali di crosse?"
 
Post n. 7

Maurizio Marchetti ha scritto il 3 marzo 2010 alle ore 10,40
Caro Giuseppe, mi permetti un pensierino della sera? Allora ho recentemente letto un appassionato dibattito su altra sede di incontro telematico sulla opportunità di riservare l'intervento endovascolare laser o RF solo ai casi in cui sia mantenuta la competenza della valvola ostiale, perché questa proteggerebbe dal rischio di estensione del trombo in femorale. Due domandine facili facili: 1) perché mai una valvola ostiale, ancorché competente, che rimane beante per i 3/4 del tempo dovrebbe essere uno schermo avverso l'estensione del trombo? 2) perché mai dovremmo demolire un intero tronco safenico se l'ostio funziona, quando è ormai prassi emodinamicamente accettata che si può fare una chiva 2? (questo a proposito dell'eccesso di interventismo di cui spesso si parla). Io credo che sia un argomento che merita una seria discussione. Ti abbraccio
 
Post n. 8

Giuseppe Botta ha scritto il 3 marzo 2009 alle ore 11,08
Caro Maurizio, che io sappia, la competenza della valvola terminale con l'incompetenza della valvola preterminale sarebbe l'indicazione ideale alle procedure endovascolari, perché si correggerebbe il reflusso tronculare con l'ablazione termica della safena e nello stesso tempo si eviterebbe l'eventuale e possibile recidiva varicosa da reflusso ostiale ..... perché questo manca, essendo la valvola competente. Al contrario l'evidenziazione ultrasonografica di una valvola terminale incompetente giustificherebbe la crossectomia, che può essere poi associata a qualsiasi altra procedura endovascolare (laser, RF, scleromousse, ecc.) in grado di eliminare il reflusso tronculare. Ma non tutti sono d'accordo sulla crossectomia, che rimane comunque un gesto chirurgico, che può essere ovviamente eseguito solo da flebochirurghi, e non certo dagli angiologi o dai dermatologi o dai radiologi interventisti. Come vedi, ciascuno in base alle proprie esperienze e competenze ..... tira l'acqua al suo mulino. Ti ricambio a questa ora della sera ormai avanzata un pensiero di stima ed affetto.