FORUM sulla
Scleroterapia discusso in originale nella sezione del "Gruppo della Flebologia
Italiana" presente nel sito web www.facebook.com
Post n.1
Giuseppe Botta ha scritto
il 10 Gennaio 2009 alle 8.12
Siete d'accordo nell'eseguire la scleroterapia con agenti sclerosanti liquidi nel trattamento delle teleangiectasie e
lasciare la più moderna scleroterapia con schiuma al trattamento dei tronchi safenici o comunque delle grosse
collaterali varicose delle safene?
Post n.2
Marcello Donati ha scritto
il 18 Gennaio 2009 alle 9.40
Carissimo Professor Botta, nella mia piccola esperienza eseguo sempre la scleroterapia delle Teleangectasie con agenti
sclerosanti liquidi a basse concentrazioni, come mi pare di intendere si faceva nella vostra scuola e si fa ancora (o mi
sbaglio?). L'aumento del potere sclerosante indotto dalla preparazione mousse è probabilmente più adatto alle grosse varici
reticolari, o alla sclerosi(possibilmente ecoguidata) degli assi safenici
Post n.3
Paolo Santoro ha scritto
il 19 Gennaio 2009 alle 8.11
Caro giuseppe, Ok per la sclerosi con liquidi a bassa concentrazione per le teleangectasie. Tuttavia mi trovo molto
bene anche utilizzando la schiuma a concentrazione più bassa sia per le teleangiectasie che le vene reticolari. Inoltre se la scleromousse la eseguo utilizzando la transilluminazione, i risultati sono di gran lunga migliori. In effetti la
transilluminazione ti permette di vedere e mostrare quello che normalmente non si vede e che è nascosto sotto pelle.
Post n.4
Giuseppe Botta ha scritto
il 19 Gennaio 2009 alle 11.14
Perfettamente d'accordo con Te, Paolo, nella considerazione che la transilluminazione permette di vedere quello che
normalmente non si vede, perché nascosto sotto la pelle. Ma la transilluminazione è solo un mezzo per vedere meglio le vene, che vanno poi comunque incannulate e sclerosate. La tua esperienza ti porta ad utilizzare la scleromousse anche nella
obliterazione chimica delle teleangiectasie. Io preferisco in questi casi utilizzare gli agenti sclerosanti liquidi in forma
tradizionale. Vediamo se qualche altro collega, oltre Te e Marcello, partecipa a questo forum e ci riferisce la sua
esperienza nella cura dei cosiddetti "capillari".
Post n.5
Paolo Santoro ha scritto
il 19 Gennaio 2009 alle 14.24
Certo che oltre a vederle le vene le devi poi "prendere" con l'ago, ma questa metodica non è da consigliare ai principianti, ma a chi ha una certa esperienza e sicuramente dà dei risultati migliori. Ti invito a provare. Se non tenti, non puoi dire
che non vada bene o meglio.
Post n.6

Maurizio Marchetti ha scritto
il 27 Gennaio 2009 alle 12.15
Io penso che il vero problema della scleroterapia delle teleangiectasie non sia quello che si usa, ma l'obiettiva
difficoltà di una diagnosi che sia "emodinamica". Voglio dire che per lo più non riusciamo a sapere se i capillari sono
espressione di un rientro (chiuderli significa automaticamente matting) o espressione di una ipertensione distrettuale da
microreflusso (qui spesso neanche la transilluminazione ci aiuta perché vediamo diverse venule subdermiche). Fino a che non riusciremo a fare diagnosi più precise, credo che la sclerosi continuerà ad avere un margine di aleatorietà inevitabile.
Post n.7
Giuseppe Botta ha scritto
il 28 Gennaio 2009 alle 12.52
D'accordo con Te, Maurizio. Ma Tu cosa suggerisci per fare eventualmente diagnosi "emodinamiche" delle
teleangiectasie? Hai già qualche idea? Ti si è già accesa una lampadina nel cervello? oppure brancoli, come si suol dire,
nel buio, nelle tenebre, nell'oscurità del sapere? Attendiamo ovviamente da Te suggerimenti in proposito.
Ciao, vecchio amico!
Post n.8
Maurizio Marchetti ha scritto
il 30 Gennaio 2009 alle 10.30
Rendersi conto di un problema non significa ovviamente avere la soluzione. Se la cosa non ti fa ridere, penso che ancora
il sistema migliore sia di usare le dita per svuotare le telengiectasie e poi rilasciando prima l'uno e poi l'altro
verificare in quale direzione avviene il riempimento. Hai visto che scienziato hai per amico!
Post n.9
Giuseppe Botta ha scritto
il 31 Gennaio 2009 alle ore 14.34
Eh, sì, va bene....... ma hai mai provato a mettere la tua paziente con la testa in giù e le gambe per aria?: cambiano
completamente le cose!!
Post n.10
Paolo Santoro ha scritto
l'8 febbraio 2009 alle 8.09
Vorrei sapere cosa pensate della transilluminazione come ausilio per una sclerosi più efficace !!!!!????
Post n. 11
Giuseppe Botta ha scritto
il 19 febbraio 2009 alle 7.16
Non ho una esperienza diretta della transilluminazione.
Post n. 12

Ornella Manferoce ha
scritto il 13 maggio 2009 alle ore 22.15
Buonasera a tutti, io sono appena entrata in questo gruppo di discussione e voglio per prima cosa salutare quelli che
conosco personalmente e quelli che non conosco. Mi complimento per l'idea con Giuseppe Botta. Vedo che non si chiacchera
da un pò...,ma provo intanto a rispondere che neanch'io ho esperienza diretta di transilluminazione, anche se le
dimostrazioni cui ho assistito mi hanno favorevolente colpita.
Vorrei inoltre chiedere se a qualcuno di voi è mai capitato di mettere in relazione pazienti con un lieve ritardo del
tempo di coagulazione (quelli che, subito dopo la scleroterapia, devi stare un pò di più a tamponare col cotone perché
sanguinano un pò più a lungo della media) e ritardo anche della risposta alla scleroterapia, ovvero devi fare un maggior
numero di sedute o usare uno sclerosante piu "aggressivo" per chiudere vasi - teleangiecatasie e reticolari - rispetto
alla media dei pazienti trattati. Io ho osservato in due mie pazienti questa coincidenza e stavo chiedendomi se è il caso di monitorare qualche parametro coagulativo. Che ne pensate?
Post n. 13
Giuseppe Botta ha scritto
il 14 maggio 2009 alle 8.12
Ottima idea, Ornella, ma tieni conto che il monitoraggio dei parametri coagulativi è più importante
per scoprire eventuali stati trombofilici, congeniti o acquisiti, (attenta alla scleroterapia in questi pazienti anche ai fini medicolegali per il rischio di TVP a partenza da una TVS) piuttosto che condizioni emorragiche (emofilia ed
altro....). Ciao.
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