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7° Newsletter |
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Siena, 29 novembre 2006
Cari colleghi
La newsletter di questo mese non riguarda un argomento di natura
flebologica, ma interessa la salute pubblica e quindi la salute di tutti noi!! Per cortesia diffondete
a tutti i vostri amici questa mail, ricevuta dalla Direzione delle Risorse Umane dell'Ospedale
Cantonale di Ginevra. L’Articolo è comparso su "Caducée" (giornale di informazione professionale
nel settore medico). Una persona è morta recentemente in circostanze assurde. Era partita in barca con
degli amici una domenica mattina e aveva messo delle lattine di bibite nel frigorifero della barca.
L'indomani, lunedì, è stata ricoverata d'urgenza allo CHUV (Ospedale Svizzero di Ginevra) per uscirne
mercoledì, morta. L'autopsia ha constatato che si trattava di una Leptospirosi folgorante causata da
una lattina che aveva bevuto, senza bicchiere, sulla barca.
L'esame delle lattine ha confermato che erano infettate da urina di ratti e quindi di Leptospiras. La
persona in questione probabilmente non ha pulito la parte superiore della lattina prima di berla e
questa era contaminata di urina di ratto seccata, che contiene delle sostanze tossiche e mortali e
quindi la leptospiras, che provoca la leptospirosi. Le bibite in lattina e altri alimenti simili sono
stoccate in depositi che spesso sono infestati da ratti ed altri animali simili e subito dopo vengono
trasportate nei punti vendita senza che siano pulite e disinfettate. Perciò ogni volta che comprate
una lattina lavate accuratamente la parte superiore con dell'acqua e un detergente prima di metterla
in frigorifero. Secondo uno studio realizzato da INMETRO Spagna) "il coperchio delle lattine è più
contaminato dei gabinetti pubblici!" Lo studio mostra una quantità di germi sul coperchio delle
lattine tale da rendere indispensabile la pulizia con un disinfettante o almeno con abbondante
acqua.
Cordiali saluti a tutti Voi.
Giuseppe Botta
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